PROPOSTE SENZA RISPOSTE

Il Movimento 5 Stelle di Formia è il soggetto politico che da inizio consiliatura ha depositato più proposte di tutti. La particolarità di queste proposte è rappresentata dal fatto che sono tutte “a costo zero”, e quindi accoglibili e realizzabili  con la sola volontà politica. Delle proposte formulate fino a oggi ne ricordiamo qualcuna, giusto per ristabilire la verità:

  • proposta di regolamento per le sale slot
  • proposta per l’istituzione del registro comunale dei tumori
  • proposta per l’osservatorio sulla criminalità
  • proposta per il regolamento per le petizioni popolari
  • proposta per il regolamento degli orti botanici
  • proposta per il regolamento delle riprese video streaming  dei consigli comunali e delle commissioni.

Altra particolarità è che tutte le proposte inoltrate sono articolate, complete e immediatamente realizzabili.

Finora l’amministrazione comunale di Formia non ha mai risposto a nessuna di queste proposte. Neanche per dire che erano stupide, inefficaci o prive di senso. Si è deciso di non rispondere  alle proposte provenienti dal M5S di Formia nonostante che le stesse proposte siano già state adottate da centinaia di comuni d’Italia dove governa il centrosinistra. Il silenzio assoluto coinvolge TUTTI i componenti dell’amministrazione, anche quelli che oggi fingono di distinguersi dalla massa rivendicando maggior confronto democratico.

L’amministrazione comunale di Formia ha tutto il diritto di ignorare il confronto democratico e non dar conto alle istanze provenienti dal basso. Ma ai sensi della legge non tutte le proposte possono essere ignorate. Ve ne sono alcune che OBBLIGATORIAMENTE devono essere prese in considerazione. Sono quelle inoltrate ai sensi della legge 267/2000 e dello Statuto Comunale. L’art. 18 dello Statuto Comunale di Formia, che recepisce la legge sugli strumenti di partecipazione popolare, prevede espressamente che il consiglio comunale sia obbligato a votare le proposte di delibera di iniziativa popolare presentate dai cittadini con le modalità previste dalla Legge.

Il 7 febbraio scorso il Movimento 5 Stelle di Formia ha depositato due proposte di iniziativa popolare sottoscritte da oltre 400 cittadini (*), ed entro il 7 aprile il consiglio comunale aveva l’obbligo di discuterle, votarle, e approvarle o respingerle.

A oggi non ci è giunta alcuna comunicazione sulla data di discussione delle proposte in consiglio comunale, nonostante i tempi previsti dalla legge siano abbondantemente scaduti.

Il Comune di Formia, quindi, sta palesemente violando la legge e lo Statuto Comunale. Ma questa volta non ci limiteremo a denunciare politicamente la questione attraverso gli organi di informazione. Siamo decisi ad andare fino in fondo alla questione, avvalendoci non solo degli strumenti che la legge ci mette a disposizione, ma anche realizzando iniziative eclatanti in rappresentanza delle centinaia di cittadini che hanno sottoscritto le proposte di delibera di iniziativa popolare.

Cioè, per essere chiari fino in fondo: se un cittadino subisce una contravvenzione al codice della strada, ha sessanta giorni per pagare il dovuto, oltre il quale scattano ulteriori sanzioni per il mancato pagamento. Se un presidente del consiglio comunale e la conferenza dei capigruppo non rispettano l’obbligo dei sessanta giorni per la discussione delle proposte, stabilito dallo Statuto Comunale da essi stesso realizzato, gli stessi continuano impunemente a svolgere il proprio ruolo.

Per questo chiediamo alla conferenza dei capigruppo (Schiano, Costa, Picano, Bortone e Tallerini) di inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale la discussione sulle proposte di delibera di iniziativa popolare promosse dal M5S di Formia.  Altrimenti ognuno si assumerà le responsabilità delle proprie azioni.