Ripubblicizzazione dell’acqua, facciamo chiarezza.

Quella avviata dalla Provincia di Latina, dalla conferenza dei sindaci dell’ATO4 e dalla Regione Lazio, spacciata per ripubblicizzazione dell’acqua, altro non è che la vendita delle azioni societarie da parte di Veolia e la corrispondente acquisizione delle stesse azioni da parte dei Comuni, compreso quello di Formia. Su questa finta ripubblicizzazione sono tutti d’accordo: Partito Democratico, liste civiche e finanche Forza Italia, che attraverso Fazzone, Cusani e Simeone sembrano essere i maggiori sostenitori di questa operazione finanziaria. E quest’ultima circostanza, di per sé, è già garanzia di truffa ai danni dei cittadini.

Per dirla in parole povere, questa operazione di finta ripubblicizzazione consisterebbe nel regalare 25 milioni di euro a Veolia affinché ceda le proprie azioni, e impegnare i bilanci comunali nei prossimi 5 barra 10 anni per far fronte all’acquisto delle azioni. In questa operazione la Regione Lazio potrebbe essere fondamentale per anticipare il costo dell’operazione che, ripeto, ricadrà tutta sui bilanci comunali, e quindi sulle nostre tasche.

Sempre per dirla in parole povere, si tratta di ricompensare Veolia per tutti gli inadempimenti contrattuali di questi anni, per averci fatto passare due estati senz’acqua e per gli atti giudiziari che la società sta facendo cadere a pioggia su famiglie e imprese locali. Venticinque milioni di euro di premio a una multinazionale francese per tutto quello che ha fatto per noi.

La ripubblicizzazione dell’acqua non è un cambio di destinazione di quote societarie, ma l’affidamento del servizio a un soggetto di diritto pubblico senza scopo di lucro che gestisca il servizio secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità fissati dal Testo Unico degli Enti Locali.

Chi, quindi, confida sugli Enti sovracomunali, in particolare sulla Provincia di Latina, per perseguire la ripubblicizzazione dell’acqua, o non ha ben compreso i meccanismi che regolano Acqualatina oppure è in malafede, e su questa malafede cercherà di carpire i voti dei cittadini formiani alle prossime elezioni comunali.

Insomma, una truffa elettorale su una truffa finanziaria. Una doppia truffa che chiamano ripubblicizzazione dell’acqua ma che cela tutte le velleità speculatrici dei partiti di sistema e tutta la complicità compiacente dei civici provinciali.

Se i Comuni della provincia e dell’ATO4 acquisiranno tutte le quote private di Veolia sborsando 25 milioni di euro, non cambierà assolutamente nulla: Acqualatina rimarrà dov’è, il management rimarrà in carica, il sistema rimarrà lo stesso, le bollette dell’acqua continueranno ad aumentare, i partiti di sistema continueranno a spartirsi appalti, assunzioni, posti di potere e tangenti, la gestione del servizio rimarrà in mano a una Società per Azioni e le casse comunali saranno più vuote di prima.

La domanda che tutti noi formiani dovremmo porci a un mese e mezzo dal voto è la seguente: può il Comune di Formia uscire da solo da Acqualatina senza attendere che gli altri 33 comuni dell’ATO4, in mano ai partiti di sistema, abbiano un sussulto di dignità? Formia può uscire da Acqualatina? Il servizio può essere dato in gestione a un’azienda speciale di diritto pubblico invece che da una società per azioni?

Secondo noi tutto questo è possibile, e nei prossimi giorni presenteremo il progetto dettagliato e circostanziato, con tanto di riferimenti normativi, regolamentari e amministrativi, per uscire da Acqualatina.

Tutte le liste che concorreranno alle elezioni amministrative vi diranno di no, che non è possibile, che la legge non lo consente, che i costi sarebbero proibitivi, che Formia da sola non può gestire il servizio dell’acqua.

Ecco, la nostra sfida è proprio questa: Formia può uscire da Acqualatina in pochissimi mesi. E noi lo faremo.

Staff Comunicazione formia5stelle