RIFLETTORI SULLA CAVA

Movimento 5 Stelle Itri e associazioni chiedono di tenere alta la guardia.Proposto un osservatorio sulle infiltrazioni malavitose.

Ora a Itri si chiede la creazione di un osservatorio contro le infiltrazioni malavitose e i progetti della criminalità tesi a sfruttare il vasto territorio aurunco con delle discariche pericolose.

Un monitoraggio da mettere in piedi in sinergia con l’associazione «Antonino Caponnetto».

Una prima istanza in tal senso era stata protocollata al Comune in data 31 agosto dal Movimento Cinque Stelle coordinato da Pasquale Costa. Nel corso della prima seduta consiliare successiva alla richiesta (30 settembre scorso), il consigliere Paola Ruggieri aveva sottolineato l’esigenza di un controllo come quello richiesto dal M5S che, senza cercare contrapposizioni polemiche, ha comunque rivendicato la paternità dell’iniziativa.

Adesso, a far salire la tensione e a far stringere i tempi verso un organismo di controllo sul tema, sono intervenute altre vicende, a cominciare dalla mobilitazione indetta dal movimento «Formia Libera», che si è consumata venerdì scorso e che ha fatto scattare un campanello d’allarme su tutti: il rischio di vedere attivata, magari tra qualche tempo, una discarica in località Montuolo, dove i titolari della cava hanno già chiesto e ottenuto l’autorizzazione ad impiantare un sito per la raccolta di rifiuti edili non pericolosi (inerti). Il «Comitato Monte Bucefalo» e il Movimento 5 Stelle hanno però esternato la preoccupazione di vedere il sito, in futuro, ospitare anche altro, magari su proposta del governo nazionale. Insomma, che finisca per diventare una «pattumiera indifferenziata». Tutti timori che i due gruppi di Itri hanno sottolineato con tanto di comunicato pubblico. Ad aumentarne le apprensioni sono giunte anche le notizie apprese dalla lettura del materiale fino a pochi giorni fa secretato e relativo alle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone. A mettere in guardia il «Comitato Monte Bucefalo» e il Movimento 5 Stelle di Itri è stato infatti l’aumento del numero degli automezzi autorizzati ad effettuare la raccolta e il trasporto di «rifiuti speciali non tossici» nella zona aurunca.

Nell’elenco dei nuovi cento mezzi abilitati al compito, ne figurano ben otto legati ad autotrasportatori di Itri. Con loro altri dieci camionisti pontini, oltre ad automezzi provenienti da Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, L’Aquila, Frosinone, Pavia, Benevento, Foggia e Terni. L’alto numero degli autotrasportatori di Itri coinvolti e, soprattutto, l’attenzione della cupola casalese su circa venti terreni agricoli della zona (oltretutto legata a vincoli paesaggistici che dovrebbero escludere qualsiasi tipo di edificazione), ha fatto accrescere i timori locali sui propositi malavitosi di sotterrare in zona, grazie al trasporto su gomma, anche dei rifiuti tossici.

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Latina Oggi – mercoledì 13 novembre 2013