FORMIA É UNA CITTÀ SANA…?

Fotografata, giudicata e condannata come consigliere comunale non per il mio operato ma per un divieto di sosta”.

È il lamento di una consigliera comunale che ricordando quanto accadutole un anno fa, ma dimenticandosi di specificare che il posto auto da lei occupato era riservato a un disabile, in una recente dichiarazione su un social network ha offerto solidarietà a un consigliere comunale su cui noi, e nessun altro, abbiamo sollevato la sempre viva questione morale a Formia, riguardante per la verità non solo lui, lo risottolineamo, del rapporto tra il proprio ruolo professionale di avvocato penalista e l’incarico pubblico di Consigliere comunale.

In particolare nella nota vicenda che ha visto coinvolto un altro nostro concittadino: l’imprenditore del settore trasporti su gomma a cui nei giorni scorsi è stato confiscato un patrimonio di circa ventidue milioni di euro, secondo l’accusa frutto dei rapporti di contiguità con il clan dei casalesi. Ebbene, ricordando innanzittutto alla consigliera in divieto di sosta, che tra l’altro a seguito del fatto si era scusata, oggi ci chiediamo quanto sinceramente, che i posti auto per disabili a Formia continuano a essere preclusi ai Consiglieri comunali e che un Consigliere comunale può e deve essere giudicato anche per avere privato del proprio parcheggio auto chi la vita o altro ha reso disabile, torniamo sulla questione morale del doppio ruolo di Consigliere comunale e avvocato.

Premesso che ognuno è libero di esercitare il proprio mestiere, ci mancherebbe altro, la mosca ci salta al naso quando ci sovviene che tra i beni confiscati all al businessman formiano figura anche un complesso immobiliare dove l’imprenditore ha edificato violando e forzando la normativa pubblica in materia. Ed ecco che proprio qui secondo noi emerge la questione morale su cui riflettiamo e poniamo le nostre domande: puó un Consigliere comunale, esercitando la sua libera professione di avvocato penalista, difendere un cliente che ha abusato degli uffici pubblici?

Al di là che il cliente sia infine giudicato colpevole o innocente, ci chiediamo se è moralmente accettabile che chi ha scelto ed è stato eletto per prestare parte del proprio tempo al pubblico, quindi alla Comunità tutta, vada a difendere chi avrebbe agito contro gli interessi di questa comunità. Noi crediamo che in una comunità sana, quando emerge il conflitto morale, senza che nessuno gridi allo scandalo deve prevalere il meccanismo della rinuncia all’incarico: al ruolo di Consigliere comunale o al prestare la propria opera in favore di chi ha agito contro la cosa pubblica.

Chiarito il nostro punto di vista, rilanciamo con una nuova domanda speriamo foriera di altrettanto dibattito: Formia è una città sana?

Staff Comunicazione meet up Formia 5 Stelle