DOPO L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL M.5.S. L’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA A.CAPONNETTO INVITA PREFETTO DI LATINA E PROCURE AD INTERVENIRE SU GAETA.

Riportiamo integralmente l’interrogazione parlamentare dei Deputati del M.5.S. Carlo Sibilia e Luca Frusone in cui si fa richiesta di valutare il commissariamento del Comune di Gaeta e l’appello dell’Ass. Antimafia A.Caponnetto al Prefetto di Latina e alle procure di Roma, Latina, Cassino e Corte Dei Conti di intervenire urgentemente.
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Roma 29.3.2015
Associazione Antimafia Antonino Caponnetto.

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
DDA
ROMA

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
DDA
NAPOLI

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
LATINA

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
CASSINO

ALLA PROCIURA REGIONALE
DEL LAZIO
CORTE DEI CONTI
ROMA

Trasmettiamo,allegata alla presente,copia del testo di
un’interrogazione ,della quale siamo venuti a conoscenza,
presentata a Montecitorio dai deputati Luca Frusone e Carlo
Sibilia del M5S,interrogazione nella quale vengono trattati
problemi e messi in evidenza comportamenti che potrebbero
assumere profili di rilevanza anche penale oltrechè finanziaria
e contabile.
Distinti saluti

IL SEGRETARIO
Dr.Elvio Di Cesare

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05150 CAMERA
Camera dei Deputati Legislatura 17
ATTO CAMERA Sindacato Ispettivo
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE : 5/05150
presentata da FRUSONE LUCA il 25/03/2015 nella seduta numero 399
Stato iter : IN CORSO
COFIRMATARIO GRUPPO DATA FIRMA
SIBILIA CARLO MOVIMENTO 5 STELLE 25/03/2015
Ministero destinatario :
MINISTERO DELL’INTERNO
Attuale Delegato a rispondere :
MINISTERO DELL’INTERNO , data delega 25/03/2015

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05150 CAMERA
TESTO ATTO
Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-05150

presentato da
FRUSONE Luca
testo di
Mercoledì 25 marzo 2015, seduta n. 399
FRUSONE e SIBILIA. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
Fondi è un comune italiano di circa 38.000 abitanti della provincia di Latina ed è noto per
ospitare il secondo mercato ortofrutticolo più grande d’Europa con oltre un milione di tonnellate
di prodotti ortofrutticoli l’anno. Un grande giro d’affari che ha sempre interessato la criminalit�
organizzata;
l’8 settembre 2008, dopo una lunga serie di indagini e l’intervento di una commissione di
accesso agli atti, viene presentata ufficialmente al Ministro dell’interno, una relazione di 507 pagine
del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, in cui si chiede di sciogliere il consiglio comunale di Fondi e
si afferma espressamente, secondo quanto riferito sulla stampa locale, che «l’accesso, con evidenza
documentale, ha consentito insomma di accertare che le diverse situazioni venute ad emergere, di
per sé costituenti gravi, quando non gravissime, violazioni dei principi di imparzialità, trasparenza e
buon andamento, non corrispondono ad episodici quanto deprecabili casi di cattiva
amministrazione, ma presentano, anche per il fatto di riguardare ogni settore della vita
amministrativa, il carattere della sistematicità. La qual cosa, unita all’oggettiva agevolazione di
interessi economici di elementi contigui alla criminalità organizzata o da considerare ad essa
affiliati, conferisce al quadro di insieme una pericolosità tale da dover essere fronteggiata con gli
strumenti di rigore previsti dall’articolo 143 del esto unico»;
nell’ottobre 2009 le dimissioni del sindaco di Fondi e dei componenti della giunta e della
maggioranza del consiglio comunale portarono allo scioglimento dell’amministrazione ed al ritorno
alle elezioni;
il 26 aprile 2012, Andrea Palladino sul fattoquotidiano.it, nell’articolo «CITATO NELLA
RICHIESTA DI SCIOGLIMENTO DI FONDI, IL PDL LO CANDIDA SINDACO DI GAETA»
scrive: «Cosmo Mitrano era stato chiamato nel 2004 nel comune di Fondi come dirigente del settore
mense scolastiche. La commissione di accesso inviata dal prefetto nel 2008 gli contestò
formalmente la gestione di alcuni servizi: «Ha consentito alla società Vivenda con contratto scaduto
nel 2007 di proseguire di fatto il servizio» per un periodo di sei mesi; una mancanza aggravata dal
fatto che «il comune di Fondi non ha mai richiesto il rilascio della dovuta certificazione antimafia»
alla società Vivenda. Una dimenticanza ? Forse, ma che non stupiva il candidato sindaco del Pdl al
comune di Gaeta: «Il dottor Mitrano — spiegano gli ufficiali — ha fornito una dichiarazione nella
quale afferma di non aver mai richiesto le certificazioni antimafia per gare o servizi da lui affidati
per importi superiori alla soglia comunitaria» […]Le osservazioni non finiscono qui. Il candidato
sindaco del PdL a Gaeta avrebbe poi affidato alla società interinale Ge.vi — che ha attirato
l’attenzione degli ufficiali di poliziainviati dal prefetto a Fondi — la fornitura di personale per il
comune; e ancora, avrebbe stanziato alcuni finanziamenti a una società sportiva di un consigliere
comunale, nonostante questa fosse in
debito con l’amministrazione. Peccati senza rilevanza penale, visto che nessun fascicolo è stato mai
aperto nei suoi confronti; ma di certo una serie di fatti che mostrano il ritratto di un funzionario ben
inserito nella macchina amministrativa del comune di Fondi, contestata poi dalla commissione di
accesso voluta dall’ex prefetto Frattasi. Funzionario che oggi fa il salto verso la politica attiva,
pronto
a governare una delle città chiave del sud pontino, con grandi progetti di espansione del porto e un
territorio che fa gola alle cosche ormai radicate nel Lazio»;
la società Vivenda è una delle controllate della cooperativa La Cascina che secondo fonti
giornalistiche si trova al centro della vicenda di «Mafia Capitale» e presente nelle inchieste
giudiziarie
della procura Fiorentina;
il 13 maggio 2012, Andrea Cinquegrani su lavocedellevoci.it, nell’articolo «GAETA: IERI, OGGI
E MITRANO» scrive «Ecco l’irresistibile ascesa di Mitrano: dirigente supplente del primo settore
al comune di Fondi per il biennio 2004-2005, poi salto alla poltrona di dirigente del terzo settore,

grazie ad un concorso. Organizzato e preparato da chi ? Ma da uno dei concorrenti (per tre posti)
in persona, ossia lo stesso ubiquo Mitrano. Che quel concorso se lo taglia su misura, tanto da far
rilevare agli sbigottiti componenti della commissione d’accesso che «ragioni di opportunit�
avrebbero
potuto suggerire al sindaco Parisella di affidare l’incarico ad altri», considerato il fatto che Mitrano
era lui stesso «interessato alla partecipazione agli eventuali concorsi per cui la contrattazione era
stata avviata». Siamo solo all’inizio, perché a completare la frittata ci mettono in parecchi lo
zampino:
come il dirigente del primo settore e presidente della commissione per il concorso Tommasina
Biondino e il segretario generale del comune, Celestina Labbadia, già al vertice dello stesso primo
settore. Alle due dirigenti – ma anche ad altri – sfugge la circostanza che Mitrano ha bluffato sul
«requisito dei 4 anni di servizio in posizione apicale», essenziale per aggiudicarsi quell’incarico.
Disattenzione, superficialità o cosa ? Fatto sta che, in soldoni, nessuno si è premurato di verificare
alcunché di quanto autocertificato da Mitrano. Possibile mai ? Secondo i membri della commissione
d’accesso sì, in un comune popolato da gente che non vede, non sente, non parla. E poi eccoci agli
appalti, alle gare bandite dal comune. Tra i superfortunati nel registro dei mandati di pagamento
spicca una sigla, la cooperativa Oescmi (Osservatorio economico per lo sviluppo della cultura
manageriale d’impresa) che tra il 2003 e il 2007 ha provveduto a rastrellare ben 11 mandati per
circa 60 mila euro (cui si aggiungono i pingui fondi europei e regionali erogati attraverso la
Provincia
per corsi di formazione professionale, e sui quali ha acceso i riflettori la magistratura). Fondata da
Mitrano dodici anni fa, la cooperativa è oggi gestita dalla sorella, Maria Mitrano. Ma le sigle non
finiscono certo qui e altre ne spuntano tra le pagine del ponderoso (e pesantissimo) dossier. Pensate
sia mai possibile che una ditta indebitata con un comune, in tempi di vacche magre, possa
addirittura
ricevere dei soldi ? Sì, succede proprio a Fondi. La miracolata si chiama Olimpica 92 che, pur
vantando debiti col comune per dei fitti non pagati (visto che svolgeva la sua attività di polisportiva
in locali di proprietà comunale) nel giro di pochi anni – sotto due sindacature di Parisella ottiene
ben 26 mandati per un totale che sfiora i 50 mila euro. La società fa capo a Pasquale Rega, più
volte consigliere comunale. Fondi erogati dall’allegro terzo settore, che spesso e volentieri opera in
sinergia con alcune commissioni di cui fa parte un altro ubiquo della story, proprio Rega (il quale,
dal canto suo, è in ottimi rapporti con Carmelo Tripodo). E a proposito di rapporti a rischio, fanno
capolino quelli con i titolari della società Vivenda, che per anni s’è vista aggiudicare l’appalto per
la gestione delle mense scolastiche senza che il comune si sia mai preoccupato di chiederle il
certificato antimafia. Infine, siamo alla Ge.Vi., che ha messo a segno – grazie alle magie di Mitrano

un colpo da record: aggiudicarsi gare ufficiose (e per più volte) per la fornitura di personale
interinale.
«Ma cosa volete – ha spiegato Parisella ai commissari – era l’unica che mi presentava delle offerte
vantaggiose…»;
Celestina Labbadia, prima segretario generale del comune di Fondi, ha rivestito fino a poco
tempo fa l’incarico di segretario generale del comune di Gaeta;
di recente la società ECOCAR, che gestisce il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti per
conto del comune di Gaeta il cui sindaco è, appunto, il dottor Mitrano, è stata gravata da interdittiva
antimafia emessa dalle prefetture di Caserta e di Roma;
il Consiglio di Stato, sezione III, nella sentenza 6 marzo 2012 no 1266, in riferimento agli
articoli 143 e ss, decreto legislativo n. 267 del 2000 ribadisce, che «Lo scioglimento del Consiglio
comunale per infiltrazioni mafiose non esige né la prova della commissione di reati da parte degli
amministratori, né che i collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da
prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici «elementi» (e quindi circostanze di fatto
anche
non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l’amministrazione e
i sodalizi criminali, ovvero è sufficiente che gli elementi raccolti e valutati siano «indicativi» di un

condizionamento dell’attività degli organi amministrativi e che tale condizionamento sia
riconducibile
all’influenza e all’ascendente esercitati da gruppi di criminalità organizzata» –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
se non ritenga opportuno, per quanto di competenza, valutare se sussistano i presupposti
per l’invio di una commissione di accesso agli atti, per valutare, qualora, ci siano le condizioni,
lo scioglimento del consiglio comunale di Gaeta di cui l’articolo 143, del Testo unico enti locali.
(5-05150)