AVEVAMO RAGIONE NOI: GESTIRE L’ACQUA “IN PROPRIO” É POSSIBILE

Comuni resistenti vincono ricorso al TAR Lazio per gestione in proprio.

Buone notizie: i Comuni del Lazio vincono sul fronte della gestione in proprio dell’acqua.

Nella provincia di Viterbo i comuni ribelli hanno vinto il ricorso al TAR Lazio contro il commissariamento dello scorso giugno della Regione Lazio con il quale si intimava a cedere le reti al gestore unico. Si tratta dei Comuni di Bagnoregio, Farnese, Grotte di Castro, Proceno, Ronciglione, Monte Romano, Fabrica di Roma e Villa San Giovanni.

Una vittoria che andrà anche a favore degli altri comuni laziali che nel corso del 2019 si sono visti commissariare dalla Regione con richiesta di cessione delle reti al gestore unico. Un commissariamento che si pone in netta contraddizione rispetto al tavolo che nello stesso momento si stava aprendo alla Pisana con rappresentanti dei Comuni di tutte le Province per dar seguito alla Legge 5/2014 per la ridefinizione degli Ambiti Territoriali Ottimali.

L’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) è stata audita, in Commissione Ambiente alla Camera, in tema di gestione pubblica dell’acqua (AC 52). L’Associazione aveva chiesto che i Comuni potessero scegliere la modalità di gestione dell’acqua senza obblighi da parte dello Stato centrale. Ed è proprio questo il caso dei comuni del viterbese, possono scegliere come gestire l’acqua senza dover obbligatoriamente cedere le reti al gestore unico provinciale, un obbligo imposto dal Decreto Sblocca Italia approvato in Parlamento nel 2015.

Questa volta la strategia difensiva dei comuni si è incentrata sui dubbi riguardo la tenuta finanziaria di Talete Spa, essendo state elencate più volte negli ultimi anni le criticità della gestione oltre che la non veridicità dei risparmi che si dovevano ottenere con le economie di scala grazie alla gestione unica.
Precedentemente i Comuni resistenti avevano tentato, e purtroppo perso, un ricorso sulla base degli esiti referendari del 2011.

La decisione del TAR è la prova che non è possibile applicare un unico modello economico ovunque, è necessario per ogni Regione e Provincia valutare la morfologia territoriale, la maggiore o minore presenza di risorse per valutare un modello efficace di gestione della risorsa.

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FEDERICA DAGA

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